Smeraldi

Smeraldi

Gli antichi consideravano lo smeraldo la “gemma della primavera” per il suo vivo colore verde e lo associavano ai concetti d’amore e rinascita, perché pietra dedicata a Venere. Custodito gelosamente per più di 4000 anni dalle diverse culture in tutto il mondo, si pensava potesse arricchire l’intelligenza e stimolare l’eloquenza. I giacimenti dell’alto Egitto, esattamente di Al Qusayr nella zona del Mar Rosso, furono la prima fonte conosciuta di questa gemma, che rimase monopolio egiziano fino alla scoperta del Nuovo Mondo.

Confrontati con le pietre scoperte molti secoli più tardi in Colombia, gli antichi smeraldi egiziani sono di colore pallido, piccoli e con numerose incrinature. Ciò nonostante Cleopatra privilegiava questa gemma su ogni altra, e pare che ne possedesse una sulla quale era inciso il suo ritratto. Teofrasto, Erodoto e Plinio il Vecchio riportano nei loro scritti numerosi riferimenti allo smeraldo. Erodoto indica la pietra nell’anello di Policrate e ammira la colonna di smeraldo nel tempio di Ercole a Tiro, Plinio ne associa la natura al berillo. Il nome, che ha probabile radice orientale, sanscrita o persiana, nell’antica lingua greca si ritrova indicato con il termine di smaragdos.

Gli smeraldi sono la varietà più pregiata di berillo, un silicato a cristalli esagonali, minerale che normalmente è incolore. La colorazione verde è data da piccole percentuali d’ossido di cromo che sostituisce isoformicamente l’ossido d’alluminio. Abbonda di fessure e inclusioni (conosciute con il termine francese di jarden, “giardino”), costituite principalmente da lamelle di mica, che ne modificano la perfetta trasparenza. Il valore attribuito alla pietra è in relazione alla saturazione di verde, paragonabile a quella dell’erba dopo la pioggia. Se il colore è intenso anche le inclusioni sono accettabili, e le gemme migliori possono raggiungere valutazioni superiori a quelle del diamante.

Al contrario d’altre pietre preziose, rubini, diamanti e zaffiri che si trovano con una certa facilità in depositi alluvionali, gli smeraldi sono imprigionati in matrici rocciose di mica scistica. Nelle miniere colombiane, localizzate lungo la Cordigliera Centrale, i minerali si trovano proprio in filoni di calcite e dolomite che attraversano complessi di rocce scistose. Dai giacimenti colombiani, già citati, provengono gli smeraldi di una carica tonalità di verde brillante apprezzata in tutto il mondo.

Lo smeraldo non è una pietra facile da tagliare principalmente per l’elevato prezzo delle pietre grezze, che tuttavia contengono inclusioni da eliminare. Anche una piccola variazione nella scelta della pulizia e taglio possono modificare profondamente il risultato finale e il valore conseguente. Fessure e inclusioni non devono essere troppo profonde, per evitare che la gemma possa spezzarsi accidentalmente. Il taglio, che solitamente è a tavola, oltre che a brillante o a rosetta, viene eseguito dalle abili mani di artigiani. Malgrado la durezza non molto elevata, (7,5- 8 della scala Mohs) si presta ad essere lucidato per far sì che il gioiello finito possa Splendere di tutto il suo magnifico colore.

Per noi gioiellieri, la vendita di gemme importanti come lo smeraldo è fonte di Infinita soddisfazione